Valle d’Intelvi da Pian delle Alpi al Rifugio Prabello

PREMESSA

Questa semplice salita al Rifugio Prabello, nel cuore della Valle d’Intelvi può essere “catalogata” come percorso per le famiglie con bambini al seguito.

Noi l’abbiamo percorso con una bambina di un anno all’interno dello zaino porta-bambini.

La durata complessiva del percorso è di circa 50 minuti a passo normale con qualche pausa. Per chi è molto allenato questo tempo può essere ridotto significativamente.

INIZIO DEL SENTIERO

Lasciata l’auto nella zona attrezzata di Pian delle Alpi, si attraversa la strada in prossimità del cartello che indica il sentiero per il Rifugio Prabello (sentiero 1).

Passato un prato pianeggiante, si giunge nel bosco, dove il sentiero comincia a salire in modo più marcato.

In questo tratto la strada risulta essere abbastanza larga e dal fondo ghiaioso. Nel caso facciate questa salita con dei bambini è importante fare attenzione a dove mettete i piedi.

Terminata questa prima salita (qualche centinaio di metri) si arriva ad una pineta, nella quale il sentiero gira verso sinistra e diviene più pianeggiante.

Si prosegue poi (sempre sul sentiero 1) in lieve ascesa fino a svoltare a destra, seguendo una curva di ampio raggio. Da questo punto la salita aumenta e la pendenza è paragonabile a quella del primo tratto.

La salita termina in prossimità dell’incrocio tra il sentiero 1 e quello che proviene da Posa (altro possibile itinerario per raggiungere il Prabello).

Da qui si comincia a percorrere l’ultimo tratto in piano che ci porterà direttamente all’ingresso del rifugio posto al confine con la Svizzera

Per tutto il tragitto seguite la segnavia nr.1 e le varie indicazioni presenti ad ogni bivio. L’itinerario è ben segnalato.

IL RIFUGIO PRABELLO

La struttura nacque con l’idea di essere un albergo per la villeggiatura, ma le vicende storiche cambiarono velocemente la sua funzione. Inizialmente divenne, infatti, ricovero per i lavoratori che costruirono le trincee della Linea Cadorna.

Mentre, successivamente, durante il periodo del contrabbando tra Svizzera e Italia, diventò caserma della Guardia di Finanza che pattugliava il confine.  Cessato l’utilizzo come caserma, fu abbandonato per un decennio, per poi essere preso e portato alla sua funzione attuale dal CAI.

GALLERIA

 

MAPPA

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Sito Web

sito del rifugio

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