Le torbiere del Sebino

La storia delle torbiere del Sebino

Le torbiere del Sebino sono una riserva naturale lacustre vicino al Lago d’Iseo, formatesi a seguito dell’estrazione della torba. Da qui il nome “torbiere”.

Nel 1950 circa, dopo aver sfruttato la torba come combustibile, si iniziò ad abbandonare la zona e divenne uno scavo per l’estrazione dell’argilla per la fabbricazione di mattoni. Non passarono molti anni, che nel 1970, la zona venne sottoposta a salvaguardia ambientale.

Oggi si tratta della zona umida più importante del bresciano ed è stata anche dichiarata “zona umida di importanza internazionale” dalla convenzione internazionale “Ramsar”.

La zona delle torbiere comprende al suo interno i comuni di Iseo, Provaglio d’Iseo e Corte Franca in provincia di Brescia.

Cos’è la torba e a cosa serviva?

La torba è un tipo di terriccio formato dai depositi vegetali di piante e alberi, che si sono “impregnati” di acqua, ma senza arrivare alla decomposizione. Si tratta di un fenomeno che avviene solo con un certo livello di acidità dell’ambiente circostante. Al suo interno ovviamente si possono trovare anche resti di insetti e animaletti vari.

Nei tempi passati, come precedentemente detto, venne utilizzata come combustibile naturale: per riscaldare le abitazione oppure anche per alimentare i treni della Ferrovia Brescia-Iseo-Edolo.

La torba è utilizzata, però, tutt’ora in giardinaggio. In particolar modo per arricchire il terreno in cui vengono piantati gli alberi. Infatti si tratta di un potente fertilizzante naturale.

Il percorso 

I percorsi per visitare le torbiere sono tre: Il percorso sud, il percorso centrale e il percorso nord. All’ingresso della riserva troverete i cartelli con indicazioni dei sentieri e una specie di “parchimetro” in cui potrete pagare (rigorosamente solo con moneta) l’euro del costo di ingresso. Portate con voi il biglietto che vi viene rilasciato dalla macchinetta in caso di controlli.

Noi abbiamo parcheggiato vicino al Monastero di San Pietro in Lamosa, un bellissimo esempio di abbazia cluniacense. Qui troverete un parcheggio gratuito, almeno in bassa stagione.

Abbiamo, quindi, seguito poi tutto il percorso sud, passando lungo gli specchi d’acqua usati oggi per la pesca. Il percorso è percorribile anche con passeggino in tutti i suoi tratti, anche se un po’ difficoltoso a causa degli scalini lungo le passerelle. Infine abbiamo seguito il percorso centrale che a parer nostro è anche il più interessante.

La foto simbolo delle torbiere del Sebino è proprio stata scattata qui. L’itinerario centrale è infatti costituito da un lungo percorso di passerelle sull’acqua, intervallate dalle torrette del birdwatching. Una vera chicca della riserva!

Per informazione sui percorsi della riserva, vi invitiamo a visitare il sito delle Torbiere.

Il monastero di San Pietro in Lamosa

Rientrando, vi invitiamo a visitare il monastero di San Pietro in Lamosa. Si tratta di un’abbazia cluniacense situata a Provaglio d’Iseo, il cui nome richiama alla natura paludosa della zona circostante. 

La storia del monastero inizia nel 1083 con la donazione della chiesetta ai monaci cluaniacensi dell’Abbazia di Cluny, che la trasformarono in un monastero. Nel 1500 la proprietà passò ai canonici di San Salvatore di Brescia.

Infine nel ‘700 divenne proprietà privata di famiglie importanti della zona. In questo periodo la chiesa aveva una funzione privata.

Negli anni ’80, però, la chiesa venne donata alla parrocchia del paese di Provaglio, mentre alcuni spazi sono affidati alla Fondazione culturale San Pietro in Lamosa. Il resto del monastero costituisce una dimora privata e non visitabile.

All’interno del monastero troverete degli affreschi molto interessanti sulla vita di Gesù e un organo a canne. 

Per maggiori informazioni sul monastero, vi invitiamo a visitare il sito della fondazione.

Altri itinerari sul Lago d’Iseo:

https://www.noilombardia.com/lovere-uno-dei-borghi-piu-belli-ditalia/

https://www.noilombardia.com/piramidi-di-zone-bs-i-camini-delle-fate/

 

MAPPA

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